
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna e condotta dal Gruppo di Treviso, attraverso perquisizioni locali, esame della documentazione fiscale e amministrativo-contabile, raccolta di testimonianze, ha permesso di disvelare l’intero meccanismo di frode e di ottenere anche l’annullamento di oltre trecento modelli 730/2016, da poco presentati con l’indicazione di quasi un milione di euro di crediti IRPEF non spettanti, che così non saranno liquidati.
Gli indagati, tutti cittadini stranieri residenti sull’intero territorio nazionale, con la compiacenza del responsabile del C.A.F., ricorrevano a diversi artifici per perseguire il disegno fraudolento volto al conseguimento di rimborsi IRPEF non dovuti: nel modello 730 dichiaravano crediti d’imposta inesistenti, oppure la presenza di altri familiari a carico residenti all’estero e privi di codice fiscale, o ancora detrazioni per figli non esistenti in affidamento preadottivo, anche disabili.
Alla luce della gravità dei fatti, della continuità con cui gli illeciti sono stati realizzati con pervicacia e modalità professionali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico del consulente fiscale, vera “mente” ed “istigatore” delle condotte delittuose, il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile sede del Centro Direzionale utilizzato
dall’indagato per l’esercizio dell’attività.
L’operazione delle Fiamme Gialle trevigiane, denominata “Easy Credit”, ha posto fine ad una truffa che altrimenti sarebbe stata perpetrata a tempo indeterminato, con intuibile rilevante pregiudizio per le casse erariali.

