
Chi andrà via prima da Sassuolo tra lui e Di Francesco? “Sono tutte valutazioni da fare – risponde il tecnico – però prima dobbiamo crescere in tutti i sensi. Bisogna crescere come società e avere anche strutture adeguate. Berardi era già pronto da due anni per andare in una grande squadra, poi ha deciso di rimanere per il grande legame che c’è tra di noi. Adesso guardiamo al presente, per il futuro c’è tempo”.
Tanti infortuni, un pizzico di sfortuna e una disattenzione “che nel 2016 non ha senso”: spiega così la classifica deficitaria rispetto alle iniziali attese, il tecnico del Sassuolo a ‘Radio Anch’Io Sport’. “E’ vero, abbiamo una classifica più povera di quello che ci aspettavamo ma bisogna anche contare gli 8-9 infortunati. Noi non ci possiamo permettere di avere Berardi fuori 4 mesi, Duncan 3, Magnanelli due e poi tutti gli altri.
Siamo stati sfortunati e anche impreparati perchè nel 2016 non si possono perdere tre punti a tavolino. Insomma, se non si fa non si sbaglia: ecco, per crescere bisogna anche imparare dagli errori. Potevamo migliorare la rosa prima di giocare su tre fronti. Quando hai infortuni e non ha possibilità di giostrare i giocatori tutto diventa più difficile”.

