
“Le ragioni del no, sono semplici e molteplici – precisa Guaitoli – Anzitutto che tali eventi contrabbandati come ‘mercati’ danneggiano in modo significativo la categoria dell’ambulantato locale, già duramente colpita, costretta a fare i conti con gli effetti della crisi ed oggi anche sottoposta alle procedure della direttiva servizi. Inoltre, al contrario di quanto avviene per i mercati straordinari, a questi eventi non viene data la possibilità agli operatori locali del mercato settimanale di parteciparvi. Preferendo invece, fare intervenire operatori provenienti da altre regioni e di conseguenza favorendo in questo modo l’impoverimento del territorio. Si arriva così a causare un danno agli ambulanti del mercato settimanale di Campogalliano: i clienti che andranno la domenica, snobberanno poi l’appuntamento. Oltre agli altri mercati della zona limitrofi. Inoltre riteniamo sia doveroso ricordare all’Amministrazione comunale che questi eventi non hanno una vera caratterizzazione merceologica o geografica. Perché e lo sottolineiamo, al di là del nome evocativo vengono commercializzate le medesime merceologie e gli stessi prodotti del mercato settimanale. Da ultimo una curiosità: ma per questi ambulanti la Tosap al comune di Campogalliano la pagano poi? Sarebbero tutti aspetti almeno da chiarire”, conclude il presidente di ANVA-Confesercenti.

