

Uno dei temi all’ordine del giorno è stata l’approvazione dello schema di convenzione per il conferimento all’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico delle attività di centrale di committenza. Un dispositivo di legge su cui abbiamo esposto tutte le nostre perplessità per diversi motivi – continua Giuseppe Amici –non si possono equiparare unificazione di acquisti come possono essere aziende sanitarie o distretti militari, ad un gruppo di enti locali eterogenei. Se pensiamo invece ad un’Unione di Comuni come la nostra, con realtà e possibilità economiche completamente differenti è inevitabile chiedersi come potrà generarsi un effetto di concentrazione con bisogni eterogenei e diversificati?
In materia di appalti, abbiamo forti dubbi che ad esempio i dirigenti di Formigine concedano ad esempio ai dirigenti di Sassuolo di decidere chi invitare alle gare. Questo vorrebbe dire abdicare tutti rapporti instaurati in questi anni con le varie coop, pulizia, lavori ecc. sempre che non siano le stesse. Questa perplessità viene avvallata dal fatto che l’organizzazione di questa Centrale Unica è meramente di preparazione delle incombenze documentali, mentre ai singoli Comuni rimarrà ampia discrezionalità.
In questo accordo che è di pura delega, manca quello che una vera politica programmatica del territorio doveva e dovrebbe aver fatto. Ovvero stabilire una regolamentazione degli enti afferenti alla Centrale Unica per arrivare ad una vera e propria aggregazione dei beni acquisiti per generare le economie di scala che si propone la norma. Ci chiediamo, in assenza di questa regolamentazione programmatica, si lascia al caso o alla buona volontà di qualche dirigente di fare ricognizione sui Comuni limitrofi per capire se c’è necessità anche da parte loro di acquistare quel bene o quel servizio? Non è così che si fa organizzazione e programmazione.
Convergiamo poi il tutto in un ente come quello della Unione che nonostante il quasi decennio di fondazione, non ha ancora degli indicatori programmatici che permettano in maniera inconfutabile di comprendere se sta producendo risparmi ed è immaginabile perché questo modo di fare amministrazione pubblica il MoVimento 5 stelle non lo condivide”.
(Gruppo Consiliare MoVimento 5 stelle – Unione dei Comuni Distretto Ceramico)

