
I cittadini si sono ritrovati oggi nella sede dell’Assemblea in viale Aldo Moro, dove Belli e Venturoli hanno selezionato gli 85 “titolari” che adotteranno la storia di ogni vittima e stilato una lista di 118 “idonei” pronti a sostituirli. Un’iniziativa di memoria itinerante, la trasformazione della città in palcoscenico, voluta e sostenuta dall’Assemblea e dalla presidente Simonetta Saliera. Belli e Venturoli hanno risposto per tre ore nel pomeriggio alle domande dei volontari, che nel mese di marzo incontreranno i parenti delle vittime (a rappresentare l’associazione c’era il vicepresidente Paolo Lambertini) per cominciare a “entrare” nella realtà famigliare di chi fu colpito dalla strage. Nei mesi di aprile e maggio si terranno incontri di formazione; il 1 agosto Belli terrà un discorso pubblico ai volontari alla vigilia della rappresentazione. Il regista mantiene per ora il riserbo sui luoghi scelti per le narrazioni, ma di certo non sarà una semplice Spoon River: “Abbiamo scelto di raccontare la vita, non celebrare la morte”.
Curiosità: tra i narratori popolari selezionati c’è anche l’ex assessore al decentramento e ai servizi demografici del Comune di Bologna del 1980. Miriam Ridolfi, 36 anni allora, quella mattina era di turno. L’esplosione la colse mentre si trovava in via Indipendenza di ritorno dal parrucchiere. “Corsi subito a Palazzo D’Accursio per avviare i soccorsi attivando il coordinamento delle forze militari e civili con 12 linee telefoniche. Mi sentivo inesperta, ma nell’emergenza della strage capii che avevo capacità di coordinamento, cioè di suscitare l’aiuto e la collaborazione delle persone”. Ex insegnante di storia al liceo “Copernico”, oggi Ridolfi gira ancora nelle scuole per ricordare quei giorni. Racconterà Vincenzina Sala, suocera di Paolo Bolognesi.

