
“C’è la sensazione, confermata dalle parole – continua Severi – che il Carani, anziché opportunità e simbolo culturale, sia vissuto dall’amministrazione come un problema non da risolvere ma da dimenticare. Come un corpo estraneo alla città e soprattutto all’interesse dell’Amministrazione che deve esserci quando si parla di un patrimonio così importante per la storia della città. Vorremmo sbagliarci ma ogni dichiarazione dell’assessore o del sindaco sembrano confermare questa direzione.
Negli ultimi due anni non abbiamo mai sentito un discorso alto e di prospettiva sull’apertura del teatro. Nessuna espressione di una reale volontà capace di unire e valorizzare, intorno ad un unico tavolo, il movimento di cittadini e di artisti che si sono mossi a sostegno del Carani. Un atteggiamento si aggiunge a quello di avere avere cancellato la possibilità di creare una multisala nell’ambito della riqualificazione dell’ex Cisa Cerdisa.
Ma non è mai troppo tardi per assumersi la giusta responsabilità politica di fronte ad un obiettivo così importante e fortemente condiviso. Se e quando la Commissione di pubblico spettacolo darà l’agibilità – conclude Claudia Severi – la giunta non avrà più scuse, avrà il dovere di recuperare il tempo perso e mettere in rete tutte le forze pubbliche e private per garantire la riapertura nel più breve tempo possibile”.

