
Ad oggi infatti – sottolinea Coldiretti Modena – sono 17mila gli operatori che si sono registrati su un totale di 23mila attesi a livello nazionale. Il decreto attuale, in scadenza al 30 aprile ed ora prorogato, serve – precisa Coldiretti Modena – per accompagnare al meglio i produttori verso il nuovo registro dematerializzato che consentirà un netto taglio della burocrazia. In tema di dematerializzazione dei registri Coldiretti sottolinea la condivisione del progetto e l’importanza di completare il percorso di semplificazione avviato, mediante la messa a regime dei servizi connessi che consentiranno di eliminare le comunicazioni verso la pubblica amministrazione e le strutture di controllo L’allungamento del periodo di accompagnamento dovrà essere impiegato dall’Amministrazione pubblica per far partire in stretta connessione con il registro telematico la possibilità per i produttori di predisporre direttamente on- line il documento di accompagnamento dei prodotti vitivinicoli, denominato MVV, eliminare le comunicazioni o automatizzare l’interscambio con le strutture di controllo dei vini a denominazione d’origine e indicazione geografica, di rivedere le dichiarazioni vitivinicole, di dialogare on line con lo stesso Istituto Centrale Repressione Frodi o altre Amministrazioni per quanto riguarda dichiarazioni preventive di lavorazione e adempimenti connessi con le planimetrie di cantina.
Il settore vitivinicolo modenese – ricorda Coldiretti Modena – è rappresentato da oltre 3500 aziende viticole che con 6.500 ettari di vigneto producono 1.100.000 ettolitri di vino e tengono altro il nome di Modena nel mondo con il Lambrusco (che gode del riconoscimento di ben di tre denominazioni di origine DOP, Sorbara, Castelvetro e Salamino) senza dimenticare il vino “Modena DOP”, il “Pignoletto DOP” e le due denominazioni IGP (indicazione geografica protetta) del “Bianco di Castelfranco Emilia” e “dell’Emilia”.

