
«Il beneficio è erogato in un’unica soluzione, per evento (gravidanza o parto, adozione o affidamento), a prescindere dai figli nati o adottati e/o affidati contestualmente. Ciò significa che nel caso in cui i figli nati, adottati o affidati siano due, alla mamma spettano 1.600 euro – spiega Rosamaria Papaleo, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale, con delega alle politiche di genere – La domanda deve essere presentata all’Inps dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e, comunque, entro un anno dalla nascita. Le richieste vanno inviate telematicamente o via web, utilizzando i servizi del portale www.inps.it. Gli uffici Inas, il patronato della Cisl, sono a disposizione delle mamme per la compilazione e presentazione della domanda».
Papaleo aggiunge che il bonus non prevede alcun limite di reddito ed è concesso anche alle madri extracomunitarie in possesso di regolare permesso di soggiorno. «Al di là del valore economico, il premio di natalità è un incentivo concreto a fare figli in un’Italia – conclude la segretaria Cisl Emilia Centrale – alle prese da anni con un drammatico calo delle nascite».

