
Tantissime persone di tutte le età si sono messe in fila nei cinque punti del centro storico dove operavano dal vivo gli street artisti internazionali per far emergere in tre dimensioni cinque luoghi di Mutina romana sepolta. In ogni postazione, che prevedeva strumenti per ottenere il migliore effetto nel punto di vista privilegiato, domenica gli organizzatori hanno contato passare in media 300 persone all’ora nelle 10 ore di attività. E oltre a domenica, anche venerdì, e soprattutto sabato, gli studenti del Venturi in assistenza agli artisti e gli archeologi dei Musei Civici sono stati impegnatissimi per spiegare ai visitatori la Mutina nascosta, descritta anche nei totem che con un QR Code rinviavano a un filmato di ricostruzione 3D della Mutina romana realizzato da Altair4 multimedia (https://vimeo.com/216847726). Grande successo dell’iniziativa anche sui social network: due post sul tema pubblicati su Facebook da “Città di Modena” hanno raggiunto in un solo giorno oltre 48 mila contatti con 1.500 like.
Le opere realizzate sono dei musei e da oggi, lunedì 15 maggio, quando Julian Beever avrà finito la sua Domus in piazza Grande, saranno ritirate e custodite nei depositi in attesa di riposizionarle negli stessi luoghi quando in autunno inaugura la mostra “Mutina Splendidissima”. La documentazione dell’evento, con i “Varchi” realizzati dagli street artisti e la ricostruzione 3D di Mutina saranno consultabili dal sito (www.mutinasplendidissima.it).
L’antica Mutina, definita da Cicerone “firmissima et splendidissima”, è sepolta sotto una coltre d’argilla fra i due fiumi che esondarono a più riprese nella tarda antichità, e grazie all’archeologia ne conosciamo luoghi e monumenti principali. Tra questi, per “Varchi nel tempo” ne sono stati scelti cinque e ciascuno è stato affidato alla creatività di uno street artista: le terme sotto il Palazzo della Provincia sono state oggetto del lavoro di Eduardo Relero, le mura romane in piazza Roma sono state affidate a Vito Mercurio, sull’anfiteatro ha lavorato Kurt Wenner a Palazzo Carandini in via dei Servi, l’opera sulla Domus di piazza Grande è stata realizzata da Julian Beever, mentre al Capitolium nella piazzetta davanti a San Biagio ha dedicato la sua opera Leon Keer.


