
Questa situazione è difficilmente accettabile, tanto più in una situazione di conclamata e perdurante insolvenza del Comune di Torino nei confronti dell’azienda, trasformatasi in un inconsueto finanziamento al socio, mentre il Comune di Reggio Emilia, che ha sempre tenuto sotto controllo i propri conti pubblici, paga addirittura prima delle scadenze.
Trasferimenti di attività e licenziamenti collettivi sono inaccettabili, tanto più in un contesto di crescita aziendale e di mercato. Il management deve rispondere agli obiettivi strategici dei soci, che vanno ben oltre l’utile di una trimestrale, il livello di un dividendo o qualche sponsorizzazione, ma hanno al centro un progetto ambientale ed energetico innovativo, sostenibile ed efficiente, in cui a costi (purtroppo) crescenti deve necessariamente e prioritariamente corrispondere un incremento del livello dei servizi offerti e, in ultima istanza, della qualità della vita.
Proprio in un momento di importanti investimenti – penso al recente accordo con Iren e Regione per lo sviluppo di tre importanti progetti con e dal nostro territorio: Biometano, Rebuild e Iren Accademy – non vogliamo e non capiamo segnali di segno opposto.
Noi che abbiamo sempre denunciato questa situazione non vogliamo cavalcare proteste e sit in, pur ritenendoli legittimi e comprensibili, né evocare anacronistici passi indietro. Tuttavia – conclude l’assessore Marchi -, ribadiamo con forza l’importanza dell’esercitare con coerenza e determinazione le nostre prerogative di soci”.

