
La cinematografia russa ha avuto un ruolo molto importante nel narrare le varie fasi della rivoluzione: le opere più tipiche del primo periodo rivoluzionario sono le “agitka” (film d’agitazione). In genere brevi cortometraggi di battaglia la cui produzione è andata in gran parte perduta. Molti film usciti dopo la caduta dei Romanov già si rifacevano ad una tematica sociale ed antizarista. Agli inizi del 1920 viene attuato il decreto che nazionalizza l’industria cinematografica, con la fine ufficiale del cinema privato. A seguire in Russia nasce la prima scuola cinematografica del mondo. Molti giovani registi furono attratti dalla nuova arte così a portata di mano, proliferarono i cortometraggi di esaltazione del lavoro collettivo. Altri autori del nuovo cinema sovietico uscirono con opere significative negli anni seguenti: Sergej Ejzenstejn ultimò La corazzata Potemkin nel 1925 e Ottobre nel 1927.
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