L’inserzionista curava la pubblicazione degli annunci esca su noti siti internet di annunci portando avanti via WhatsApp la trattativa mentre la cassiera, intestataria del conto dove finivano i soldi, incassava il danaro delle “vendite fantasma” di monete da collezione. In questo modo il duetto di filibustieri dalla provincia di Salerno hanno raggirato anche un reggiano che ha risposto all’annuncio concernente la vendita di 50 pezzi di monete da 500 lire, che ha pagato 78 euro più le spese di spedizione versando l’intero corrispettivo senza vedersi consegnare le monete in quanto i due furbastri truffatori incassato il danaro hanno bidonato l’acquirente non consegnando quanto acquistato e sparendo nel nulla.
Per questo i carabinieri della stazione di Poviglio, a cui l’operaio reggiano ha sporto denuncia, a conclusione di mirate indagini telematiche, hanno denunciato per concorso in truffa alla Procura reggiana un uomo ed una donna abitanti nella provincia di Salerno. Si tratta di un 35enne di Torchiara risultato l’autore dell’inserzione e colui che ha portato avanti la trattativa e una 32enne di Agropoli intestataria del conto dove sono finiti i soldi.
Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata da un 50enne reggiano che aveva acquistato su un noto sito internet di annunci 50 monete da 500 lire. Dopo aver intavolato via WhatsApp la trattativa riusciva a concludere l’acquisto delle monete per un importo di 78 euro più 5 euro per le spese di spedizione che versava secondo quanto pattuito sul conto indicatogli dal venditore. All’accredito dell’importo non è però corrisposta la consegna delle monete in quanto il venditore spariva nel nulla bidonando il malcapitato reggiano. Materializzato di essere rimasto vittima di una truffa l’uomo si presentava ai carabinieri di Poviglio formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’account di posta elettronica, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola, l’utenza telefonica dove veniva intavolata la trattativa e il conto dove erano stati versati i soldi i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sugli odierni indagati nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa in concorso per la cui ipotesi di reato venivano denunciati.

