
La ventiduenne, intervenendo sull’account della casella di posta elettronica dell’azienda, aveva fatto in modo che il sistema generasse un IBAN diverso da quello inserito dal venditore e relativo ad un conto corrente, che successivamente si è accertato essere intestato alla stessa truffatrice, la quale avrebbe così beneficiato dell’accredito. La transazione a favore della donna è stata bloccata prima che la somma di denaro, pari a 20.000 euro, le venisse accredita.
Accurate indagini hanno permesso agli agenti di risalire all’identità della truffatrice.

