
«Per noi ragazzi modenesi, provenienti dal mondo cattolico e impegnati nel sindacato, Carniti ha rappresentato il sindacalismo contrattuale, fatto di coerenza, serietà, impegno e lotte, ma anche del valore dei rapporti unitari con Cgil e Uil – aggiungono gli ex segretari provinciali della Cisl di Modena Giancarlo Bernini e Antonio Guerzoni, ricordando le visite modenesi di Carniti quando, tra la metà degli anni Sessanta e Settanta, guidava i metalmeccanici della Fim -.
I suoi inviti a studiare i problemi, a evitare faciloneria e demagogia, sono stati fondamentali nella nostra crescita umana e professionale. Le prime esperienze di contrattazione articolata, il rinnovo del contratto dei metalmeccanici con il superamento delle differenze normative tra operai e impiegati, l’inquadramento unico, le 150 ore per il diritto allo studio, la riduzione dell’orario di lavoro come linea strategica per difendere l’occupazione: queste battaglie di Carniti ci hanno trascinato nel nostro impegno sindacale.
Quando i rapporti con la Cgil si sono interrotti a seguito dell’accordo sulla scala mobile nel 1984, la polemica non è mai stata finalizzata a una rottura permanente, ma – concludono Bernini e Guerzoni – ha cercato strade e forme nuove per ricostruire un rapporto unitario».

