
La rapidità con cui la donna ha chiamato il 112 è stata fondamentale per permettere a una pattuglia del Nucleo Radiomobile di raggiungere l’abitazione e arrestare il malintenzionato, identificandolo in un quarantenne cingalese, senza fissa dimora. La donna riferiva ai Carabinieri di essersi separata dal marito un anno fa a causa del suo comportamento arcaico e violento. I Carabinieri hanno scoperto che prima del loro arrivo, l’uomo era riuscito a entrare in casa, ma era stato buttato fuori al termine di una lotta con la moglie e i due figli più grandi, maschio diciassettenne e femmina diciottenne, accorsi in difesa della madre. Durante la lite, il quarantenne, prima ha afferrato il maschio per la gola e l’ha scaraventato contro un muro, poi ha trascinato la femmina in camera e l’ha presa a pugni in maniera “selvaggia”, termine che la madre ha utilizzato per descrivere la scena ai Carabinieri.
La madre e i due figli sono stati medicati dai sanitari del 118. In sede di rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e il cingalese, condannato a un anno e sei mesi di reclusione, è stato tradotto in carcere, come disposto dal Giudice del Tribunale di Bologna in composizione monocratica.

