
Uno dei condomini, in particolare, riferiva di pagare un regolare affitto per l’appartamento e le spese che, in contanti, venivano versate ai padroni di casa mensilmente: in sostanza il conduttore pagava ai ladri l’energia rubata. L’impianto di fortuna, peraltro, come riscontrato dall’equipaggio della società erogatrice dell’elettricità fatto intervenire sul posto dalla Polizia di Stato, poneva grossi rischi di cortocircuiti e conseguenti incendi.
Sulla scorta degli elementi accertati e dell’assenza di un qualsivoglia stato di necessità che potesse giustificare l’allaccio (l’immobile si presentava in ottime condizioni strutturali) venivano tratti in arresto, in flagranza di reato di furto, i due proprietari dell’immobile che riscuotevano dal conduttore le spese per l’energia. Sono in corso di ulteriori accertamenti le posizioni degli occupanti degli altri appartamenti che hanno beneficiato del furto di energia.

