
L’assemblea comincia alle 16.30 con la relazione del presidente di Confcooperative Modena Carlo Piccinini, intitolata “Memoria e futuro”. Alle 17.30 si ripercorrono con modalità nuove le tappe principali della storia di Confcooperative Modena. Segue un dibattito su “Cooperazione, lavoro e sostenibilità”, condotto dal direttore di Trc Ettore Tazzioli e al quale partecipano il presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini, l’Arcivescovo di Modena-Nonantola mons. Erio Castellucci, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e la docente universitaria Sabrina Bonomi, cofondatrice della Scuola di economia civile.
L’Unione Provinciale delle Cooperative e Mutue di Modena, oggi Confcooperative Modena, è nata l’11 giugno 1948. In realtà la cooperazione di ispirazione cristiana a Modena risale agli anni Venti, quando contava più di 150 cooperative e aveva dirigenti come Francesco Luigi Ferrari (morto esule a Parigi nel 1933), don Giuseppe Orlandi, Giacomo Cavicchioli e Alfonso Lugli. L’Unione Provinciale ha subito la stessa sorte della Confederazione delle Cooperative Italiane, sciolta dal fascismo nel 1927. Quella avvenuta l’11 giugno 1948 è dunque la ricostituzione dell’Unione Provinciale Cooperative aderente alla nuova Confederazione delle Cooperative Italiane, ricostituita a Roma il 15 maggio 1945.
Carlo Piccinini è il nono presidente nella storia di Confcooperative Modena. Il primo è stato Mirco Campana (1948-1951), seguito da Ermanno Gorrieri (1951-1956 e 1959-1969), Mario Barbieri (1956-1959), Dario Mengozzi (1969-1987), Giuliano Vecchi (1987-1996), Maurizio Guerzoni (1996-1999), Gaetano Orlandi (1999-2003) e Gaetano De Vinco (2003-2016).
Oggi Confcooperative Modena associa quasi 200 cooperative che hanno 32.600 mila soci, 4.500 addetti (per due terzi donne) e fatturano complessivamente 550 milioni di euro.
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(foto: Gardini, Castellucci e Piccinini)

