
L’uomo, chiamato in caserma e partecipato dei motivi della convocazione, si mostrava collaborativo ammettendo la paternità non solo del danneggiamento del cassonetto di via Val d’Enza di Canossa ma anche di quello, per il quale non era stato richiesto l’intervento dei carabinieri, appiccato poco prima ad altro cassonetto in via dell’industria dello stesso comune. Ai carabinieri che gli hanno chiesto i motivi di tale comportamento ha “giustificato” la sua condotta delittuosa con la “necessità” di dar sfogo al suo nervoso. Stessa motivazione peraltro, come emerso nel corso delle indagini, che l’aveva visto appiccare la mattina del 10 luglio scorso il fuoco ad alcune rotoballe di fieno. Fiamme che, senza che il 50enne lo volesse, si erano poi propagate a un vicino bosco incendiando vegetazione ed alcuni alberi per circa 50 mq di boscaglia.
Alla luce degli elementi raccolti a carico dell’uomo, il 50enne reggiano veniva quindi denunciato alla Procura reggiana per il reato di danneggiamento seguito da incendio continuato. L’accendino utilizzato per dar fuoco ai due cassonetti veniva rinvenuto nell’auto dell’uomo e sottoposto a sequestro.

