
Aprendo la sua risposta l’assessora Filippi ha specificato che il randagismo, una delle possibili cause del fenomeno delle staffette, a Modena “è sotto controllo. A differenza di altre regioni, infatti, a Modena esiste una struttura di accoglienza funzionante, il Canile intercomunale, con un servizio di recupero attivo h24 che riceve i cani vaganti, feriti o in difficoltà di cui non sia nota la proprietà al momento del ritrovamento. Un servizio – ha sottolineato l’assessora – la cui efficacia si riscontra anche nel fatto che a Modena non ci sono cani vaganti”.
Le staffette dei cani provenienti dal sud Italia, ha spiegato ancora Filippi, possono essere di diverse tipologie: il singolo che, convinto di fare un’opera buona, diffonde spesso attraverso i social le foto di un “trovatello” e cerca di collocarlo; associazioni che nascono per organizzare i trasferimenti, a volte sollecitate da istituzioni locali; organizzazioni che sui trasferimenti hanno creato un business. Qualunque sia la modalità di arrivo, spesso succede che il cane visto solo in foto non soddisfi il potenziale adottante o che presenti problemi comportamentali o sanitari e che non sia vaccinato né iscritto all’anagrafe canina e che quindi l’adottante si rifiuti di tenerlo. Che sia l’adottante a consegnarlo o chi l’ha portato fino a Modena ad abbandonarlo, il cane arriva quindi al canile “senza incidere però sui costi di gestione perché l’appalto dato dal Comune è a corpo: il gestore riceve cioè una cifra mensile fissa qualunque sia il numero dei cani in quel momento ospiti della struttura, con lo scopo di agevolare le adozioni. Inoltre, l’obbligo imposto sempre al gestore di convenzionarsi con un’associazione animalista assicura il controllo pre e post adozione affinché venga valutata bene la potenziale famiglia adottante”. Sui numeri, la media mensile dei cani entrati in canile è stata di 52 nel 2106 e di 54 nel 2017, “ma è complesso capire quanto abbiano inciso le staffette perché i cani non identificati possono avere qualunque provenienza”.
In replica, Marco Chincarini ha sollecitato “a portare in commissione i primi dati disponibili, visto che il Comune è a conoscenza del fenomeno delle staffette, e a spiegare il funzionamento del canile in modo da studiare il fenomeno e quantificarne i costi, oltre a rivedere l’organizzazione del canile pensando magari a nuove forme di collaborazione con i canili del sud. La collaborazione con le forze dell’ordine per fermare le staffette – ha concluso – mi sembra la strada giusta”.

