
L’uomo aveva consumato la rapina a Sant’Ilario con un complice ultrasessantenne. I.S., però, non aveva smesso la sua “attività” ed era stato arrestato dagli uomini della Squadra Mobile per una impressionante serie di rapine consumate in Reggio Emilia nel 2015 in concorso con “giovanissimi” rapinatori quarantenni.
I due attempati malviventi rappresentano il triste volto di una criminalità reggiana autoctona e specializzata in rapine e furti eclatanti come quello di opera d’arte consumato al museo Budapest nel 1983; per quel colpo l’attuale 73enne era stato soprannominato l’“Arsenio lupin delle opere d’arte”.

