
L’avvocata Rando è stata accolta dalla presidente del Consiglio Francesca Maletti che, ringraziandola per la grande disponibilità, ha sottolineato l’importanza “di trattare questo tema in un luogo istituzionale come il Consiglio per conoscere quello che è successo nell’ambito del processo e quello che ha fatto emergere sulle nostre realtà con una comunicazione diretta e completa da parte di chi vi ha preso parte”.
“Ormai tutti sappiamo che le mafie cercano di radicarsi nei territori dove trovano ricchezza – ha spiegato Rando – e il processo ha descritto come si sono insinuate e come hanno cambiato la loro morfologia, con atti non più violenti, ma sotterranei e corruttivi, per infiltrarsi nel sistema economico. Il processo ci ha aperto gli occhi: dobbiamo tutti essere molto attenti perché loro provano a mettersi il vestito della legalità ma noi dobbiamo essere capaci di riconoscerli e contrastarli”.
L’avvocata ha quindi sottolineato l’importanza di aver voluto trattenere il processo sul territorio: “Lo abbiamo voluto celebrare in Emilia Romagna perché un processo come questo lascia una traccia sul territorio: nessuno può più dire di non sapere che la mafia c’è anche qui, ma anche le mafie sanno che in questo territorio non sono gradite, e il numero elevato, oltre quaranta, di enti e associazioni che si sono costituite parte civile ha mandato loro un messaggio preciso di rifiuto”.
L’avvocata Rando ha iniziato il suo intervento ringraziando il Consiglio comunale per l’attestazione di solidarietà ricevuta nel febbraio del 2017 dopo che il suo studio era stato oggetto di un’intrusione che aveva probabilmente intenti intimidatori.

