
Dopo essere stata condotta in ospedale di per le cure del caso ed aver avviato il protocollo per violenza, i carabinieri di Scandiano hanno avviato le indagini e le ricerche dei due sequestratori.
Nel corso delle attività investigative, supportate dai rilievi eseguiti in sede di sopralluogo, i militari, riscontrando elementi contradditori nel racconto fatto dalla ragazza in sede di denuncia e considerando, così come emerso in sede di visita medica, l’assenza di particolari violenze fatta eccezione per le lievi abrasioni rilevate ai polsi, hanno convocato in caserma la presunta vittima per aver maggiori ragguagli in relazione a quanto emerso. Alle domande incalzanti dei carabinieri, la ragazza è crollata ammettendo di essersi inventata tutto. I segni sul polso se li era provocati da sola in quello che è quindi risultato essere un sequestro di persona completamente inventato, architettato dalla ragazza con l’intento di voler attirare l’attenzione su di lei da parte dei genitori.
Cristallizzati i fatti, la 20enne è stata quindi denunciata alla Procura reggiana con le accuse di simulazione di reato e procurato allarme.

