
Nel corso dei cinque anni di scuola primaria, le bambine e i bambini della sezione B hanno affrontato un percorso interdisciplinare volto alla conoscenza delle proprie emozioni, dei valori universali e delle diverse modalità per esprimerli. Tra queste, la poesia quale forma di espressione dei sentimenti più profondi, che si muove tra libertà creativa e regole di composizione. I bambini sono stati indirizzati alla conoscenza delle proprie emozioni, tramite la presa di coscienza di valori universali e pratiche di mindfulness, oltre a percorsi creativi di musica, teatro e scrittura creativa, con un’attenzione particolare al linguaggio poetico. Plasmando il coro di queste articolate esperienze, i ragazzi hanno via via acquisito maggiore curiosità, sensibilità e dimestichezza nell’improvvisarsi scrittori e poeti.
Con la disponibilità dell’editore Stillarte (www.stillarte.com), del Comune di Soliera, della Fondazione Campori e dell’Unione delle Terre D’Argine, il libro, che contiene anche le illustrazioni dei ragazzi, è ora disponibile come opera poetica ed esempio possibile di progetto didattico da condividere con colleghi ed educatori. I proventi saranno devoluti a favore della biblioteca della scuola e del progetto no profit Accanto, a cura dell’associazione Gruppo Genitori Figli con Handicap di Soliera.
“Il flusso magnetico e magico del linguaggio poetico”, spiega Manuela Monari nel testo introduttivo al volume, “ha preso il via nella nostra classe e non si è più fermato, destando nei bambini quell’introspezione profonda nel labirinto di emozioni da poter raccogliere ed esprimere, che accende sguardi sulla natura e i paesaggi e crea poesia. Ci siamo persi in questo gioco sempre nuovo, ripreso con ogni nuovo anno scolastico. I bambini, ora ragazzi alle soglie del grande passaggio alle scuole medie, hanno scoperto, in questo sentiero che cominciò cinque anni fa, ma non si è mai arrestato, che non c’era limite al sentire, al vedere, all’accorgersi, al dipanare il bello, a scrivere e giocare con la lingua come fosse pongo facile e docile al loro volere e alla loro non più trattenuta fantasia.”

