
Ed è la “Grande Madre”, la Baba Yaga, il tema scelto per la prossima edizione del Festival, la settima, che si svolgerà a giugno del 2020 sempre nel quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari vicino al centro storico di Modena, che indagherà il culto della strega mostruosa e magnifica madre di tutte le cose.
“Siamo molto soddisfatti della riuscita del Festival – commenta Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival – il quartiere ha accolto con entusiasmo la nostra sfida e grazie alla manifestazione siamo andati ad abitare spazi potenti e bellissimi, ma spesso trascurati per paura. E’ stato un bel risultato vedere tante persone passeggiare per le vie di questa zona alla scoperta dei vari luoghi dove venivano narrate le fiabe e in cui si svolgevano gli appuntamenti, ricreando il passeggio del sabato pomeriggio in centro storico”.
Perché l’intento del Festival della Fiaba è anche quello di portare luce e bellezza in questi luoghi, per suscitare riflessioni personali e collettive e, attraverso la cultura, abbattere le frontiere della differenza. In un tempo in cui si chiudono porte è un segno importante aprire spazi.
Non a caso il Filatoio, associazione culturale sede perenne del Festival della Fiaba, sorge in questo quartiere e, da oltre due anni, brilla e brulica di iniziative e persone che lo frequentano entusiaste e grate di ciò che incontrano. Perché la manifestazione nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio.
Il Festival della Fiaba gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.

