
Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di fronte alla nuova operazione condotta contro famiglie ‘ndranghetiste in Emilia-Romagna, in particolare la famiglia Grande Aracri, che questa mattina ha portato a numerosi arresti e interventi su società, beni e conti correnti, grazie alle indagini coordinate dal Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia e condotte dagli uomini della Squadra mobile di Bologna in collaborazione con quelle di Parma, Reggio Emilia e Piacenza.
“Non va né taciuta né sottovalutata la presenza della criminalità organizzata anche in Emilia-Romagna- prosegue Bonaccini- dove cerca di infiltrarsi nella pubblica amministrazione e nell’economia legale. Per questo abbiamo approvato nel 2016 il Testo unico a sostegno della cultura della legalità e per la prevenzione dei fenomeni mafiosi, e prima ancora, sulla ricostruzione post sisma, abbiamo collaborato con Governo e Prefetture istituendo le white list, con l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori lavori, individuando le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, e varando il Girer (Gruppo interforze ricostruzione Emilia-Romagna). E ancora, nel marzo 2018, abbiamo siglato un nuovo protocollo tra Regione e Prefetture per rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni criminali e mafiose in Emilia-Romagna. Finanziamo decine di progetti con le scuole sulla legalità e qui sono circa 120 i beni sequestrati alle mafie, sul cui riutilizzo la Regione stanzia fondi importanti. Quella contro le mafie è una battaglia che possiamo vincere- chiude il presidente della Regione- dando il massimo appoggio alla magistratura e alle forze di pubblica sicurezza, ma ricordandoci sempre che ogni giorno ciascuno di noi deve fare la sua parte, schierandosi con la legalità”.

