
Il programma di recupero
L’accordo tra Regione e Comune ha l’obiettivo di rendere possibile un primo intervento di restauro del “Grottino Chini”, destinato in particolare all’impermeabilizzazione della volta e alla pulizia e restauro delle 5.000 piastrelle artistiche.
Il 26 marzo scorso, l’Assemblea legislativa regionale aveva approvato all’unanimità una risoluzione per chiedere alla Giunta di verificare la possibilità di sostenere il progetto di restauro dello Stabilimento Termale di Porretta Terme.
L’antico complesso era stato protagonista dell’ultima campagna “I Luoghi del Cuore”, lanciata del Fondo Ambiente Italiano (Fai) per raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui luoghi significativi per il loro contesto sociale e per rendere “visibile” il sentimento profondo che lega le persone ai territori dove vivono e a luoghi che versano in stato di degrado o di abbandono.
Nell’ultima edizione di tale campagna, che ha raccolto oltre 2 milioni e 200mila voti per più di 37.200 luoghi oggetto di segnalazione distribuiti sull’intero territorio nazionale, il terzo classificato è risultato proprio l’antico stabilimento di Porretta Terme. A fronte dei 75.740 voti raccolti, otterrà dal Fai un contributo economico di 30 mila euro finalizzati al un progetto di recupero e restauro.
Per far fronte allo stato di degrado del complesso, è nato e sta operando sul territorio anche il Comitato S.O.S. Terme Alte, un’associazione senza fini di lucro che ha come finalità il recupero e la salvaguardia degli edifici, azioni di sensibilizzazione e conoscenza e la raccolta fondi per finanziare i primi interventi di urgenza per restituire alla comunità alcuni spazi delle terme.
In base al protocollo, il Comune si impegna a firmare una convenzione con la Banca di Bologna, proprietaria della struttura, finalizzata a mettere il bene a disposizione dell’Amministrazione e avviare così l’intervento di recupero di questa parte dell’antico stabilimento termale.
Una volta trasmesso alla Regione Emilia-Romagna il progetto di recupero, la Regione si impegna a sua volta a cofinanziare i lavori, con un contributo straordinario da erogare al Comune di Alto Reno.

