
Con l’accusa di furto aggravato e continuato i carabinieri della stazione di Correggio hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio tre cittadini romeni di 28,29 e 30 anni domiciliati a Modena. Sui tre romeni stanno ora convergendo le indagini dei carabinieri di Correggio che attraverso l’osmosi con gli altri reparti dell’arma e l’analisi dei filmati dei supermercati di altre realtà comunali intendono ricostruire il percorso delittuoso della banda che avrebbe agito anche in altri supermercati del reggiano e di altre province emiliane.
Certosino il loro modus operandi: mentre uno dei tre faceva da palo gli altri due raggiungevano gli scafali dove erano esposti gli champagne e dove, utilizzando appositi strumenti da scasso, staccavano l’antitaccheggio dal collo delle bottiglie di champagne che poi infilavano negli zaini in loro possesso. Un primo colpo che gli ha visti razziare varie bottiglie per un valore di 500 euro e un secondo colpo compiuto a distanza di alcuni giorni andato a segno in parte: uno dei ladri fermato all’uscita ha dovuto abbandonare gli champagne trafugati dileguandosi con i due complici. Da quest’ultimo colpo sono partite le indagini dei carabinieri di Correggio che dopo aver cristallizzato la condotta delittuosa della banda, attraverso l’esame delle immagini della videosorveglianza della Coop di Correggio, hanno raccolto importanti testimonianze grazie alle quali sono risaliti al modello dell’autovettura utilizzata dalla banda e alla targa parziale della macchina. Quindi l’analisi del sistema della videosorveglianza comunale che ha permesso ai militari correggesi di risalire all’auto risultata intestata a un romeno abitante a Modena. Su quest’ultimo si sono indirizzate le indagini dei carabinieri di Correggio che hanno portato ad attenzionare le sue frequentazioni e quindi risalire agli altri due complici. Le loro responsabilità sono state confermate dalla comparazione tra i tre ladri immortalati dalle telecamere della Coop e appunto i tre soggetti attenzionati che hanno consentito ai carabinieri dei identificarli e denunciarli.

