
Nella lettera, dove si chiede anche un incontro su questi temi, sono evidenziate alcune caratteristiche del territorio modenese che per Tomei occorre tenere conto in futuro nella distribuzione delle risorse a livello provinciale.
Tra questi il policentrismo urbano con 14 città con popolazione superiore a 15.000 abitanti, i distretti industriali e le imprese, oltre 65.000, sparse sul territorio; la diffusione, unica in Regione Emilia Romagna, di 11 poli scolastici superiori, attrattivi rispetto alle altre province con 34.500 studenti iscritti alle superiori di cui quattro mila da altre province e regioni; una popolazione residente in crescita e seconda in Regione, la costante crescita della popolazione universitaria arrivata a circa 26 mila iscritti, di cui 17 mila a Modena, con un più 17 per cento in tre anni, senza trascurare la forte crescita dei flussi turistici con un più 50 per cento in 4 anni e la diffusione sul territorio dei poli sanitari.
Questo quadro per Tomei richiede un forte potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e dell’offerta di corse nelle ore di punta verso diverse direttrici, servizi più uniformi durante l’intero arco dell’anno, superando la differenziazione tra orario scolastico e orario non scolastico, l’estensione dell’offerta di servizi nella fascia oraria serale e dei servizi non convenzionali a chiamata in tutte le aree.
Questi investimenti – lamenta Tomei – non possono esser sostenuti con l’attuale livello di contribuzione regionale, determinando, conclude la lettera, effetti negativi sui servizi e sulla competitività e attrattività del territorio modenese.

