
Nel corso delle operazioni era stata rinvenuta copiosa documentazione relativa all’organizzazione della mostra e alla provenienza delle opera sequestrate. Inoltre erano stati sequestrati 27 beni d’arte di pregio – di cui 3 opere grafiche di Modigliani e 24 dipinti di Picasso, Chagall, De Nittis, Boldini, Dalì e Guttuso – molti ritenuti non autentici, e materiale informatico ritenuto interessante per gli ulteriori approfondimenti investigativi.
Gli accertamenti eseguiti sulla documentazione a corredo delle opere, consentirebbero di dubitare dell’autorevolezza scientifica e di individuare numerosi passaggi contraddittori nei certificati di autenticità e provenienza.
In tale quadro la Procura della Repubblica di Spoleto ha emesso ulteriori decreti di perquisizione e sequestro eseguiti anche a Modena oltre che a Firenze e Venezia. Perquisizioni che hanno permesso di individuare un attrezzatissimo laboratorio per la falsificazione nella disponibilità di un pensionato modenese, e di sequestrare, per il sospetto di falsità, ulteriori 9 dipinti e 10 disegni attribuiti al Modigliani, 13 dipinti attribuiti al Lucian Freud, 2 ad Antonio Bueno e 1 a Maurice Utrillo. Contestualmente sono stati sequestrati anche numerosi timbri, sigilli e vecchie etichette, nonché materiale idoneo alla falsificazione, riscontrato anche sul retro dei quadri.
Il valore delle opere sequestrate, qualora fossero state immesse sul mercato come autentiche, ammonterebbe a centinaia di milioni di euro.


