
L’agoaspirato consiste nel prelievo con un ago sottile di alcune cellule contenute nel nodulo tiroideo da analizzare, per ottenere informazioni sulla natura del nodulo stesso e del relativo rischio oncologico. “I nostri dati di attività” spiega Frasoldati “mostrano che ogni anno sono 1800-2000 i pazienti sottoposti a questo esame e per il 5% di loro la diagnosi è di carcinoma tiroideo. Per le donne nella fascia di età 0-49 anni, il tumore della tiroide è il secondo più frequente dopo quello al seno”.
La consegna della donazione è avvenuta ieri da parte della Presidente Aibat Emma Bernini. A ringraziarla erano Andrea Frasoldati e l’èquipe del reparto, insieme ad alcuni dei professionisti impegnati nel percorso di assistenza ai pazienti affetti da neoplasie tiroidee e nella ricerca sanitaria in questo ambito. Tra di loro il direttore del Dipartimento Oncologico Annibale Versari, il Direttore della Struttura di Otorinolaringoiatria Angelo Ghidini e la Responsabile del Laboratorio di Ricerca Traslazionale Alessia Ciarrocchi. L’appuntamento ha rappresentato anche l’occasione per ribadire il valore dell’alleanza tra pazienti e professionisti nel realizzare progetti condivisi e di immediata utilità.
Come ha sottolineato Emma Bernini “Il traguardo che l’associazione si pone da sempre è di esplorare le potenzialità dell’alleanza medico-paziente attraverso momenti di informazione e comunicazione trasversali ai diversi saperi e alle diverse esperienze. In queste settimane AIBAT sta lavorando alla messa a punto del calendario di attività per l’anno 2020, che si annuncia ricco di incontri e iniziative”.
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(nella foto: al centro Emma Bernini, accanto a lei Andrea Frasoldati, Angelo Ghidini, Annibale Versari, Alessia Ciarrocchi)

