
“È con grande piacere che ospitiamo nel nostro ospedale l’arte di Difilippo, autore e creatore di opere ricche di intensità cromatica che trasmettano forza e positività allo stesso tempo” – afferma il Direttore Generale dell’Ospedale di Sassuolo S.p.A., Bruno Zanaroli. “Il colore e il calore di queste immagini crediamo siano in sintonia con l’ambizione di offrire ambienti vicini ai bisogni delle persone. La scelta, ormai consolidata, di portare l’arte dentro i luoghi di cura, nasce con l’obiettivo di avvicinare il visitatore a una visione dell’Ospedale che vorremmo avesse una dimensione sempre più ‘umana’, dove alla cura e all’assistenza si affianchi l’attenzione a 360° per ogni singola persona, portatrice di quei valori universali che sono anche il fondamento della nostra mission aziendale e professionale”.

Domenico Diflippo, nasce a Finale Emilia nel 1946, dopo gli studi di Architettura a Modena e quelli di Decorazione a Castelmassa, frequenta l’accademia di Belle Arti di Firenze.
Da giovanissimo, già negli anni sessanta è attivo nel mondo artistico milanese frequentando assiduamente l’ambiente culturale del caffè Jamaica dove conosce artisti internazionali del calibro di Enrico Baj, Gianni Dova e Roberto Crippa, maestri che ne influenzeranno la prima parte della sua attività artistica che lo vede vicino all’ambito informale e post spazialista. Successivamente conosce Mac Mazzieri e fonda il “Neo Surrealismo Modenese”.
La sua arte dopo un lungo soggiorno a Parigi assume connotati decisamente onirici anche grazie ad una figurazione fatta di colori vividi e iconografie magiche sempre sospese tra sogno e realtà.
Nel 1991 in Germania a Bremen pubblica il manifesto dell’Astrattismo Magico che in Italia viene presentato nella mostra allestita a Palazzo dei diamanti di Ferrara e la critica ne sancisce sin da subito un grande successo con importanti riconoscimenti a livello nazionale. Nella sua arte scompare la figurazione, la pittura diviene decisamente iconica fatta di materia, colore e luce.
Il racconto si fa più “intimo”, compaiano simboli che l’artista fa suoi e che rimandano a ferite dell’anima lasciate da una vita intensa vissuta sempre con passione nel fare arte, passione che ancora oggi a distanza di oltre 50 anni di carriera artistica anima il maestro
Attivo anche in campo accademico come docente ordinario nelle Accademie di belle Arti di Firenze, Sassari, Venezia, Carrara, Milano e Bologna dove è stato Vice Direttore e titolare della cattedra di Cromatologia, ha esposto in tutta Italia e all’estero a Brema, Parigi, Londra, Saragozza, Zagabria, New York, San Francisco e in Lussemburgo.
Una vasta documentazione letteraria accompagna il suo percorso artistico seguito dai più importanti critici del Novencento e da un gruppo di storici impegnati ancora oggi a codificare le linee espressive della sua ricerca nel campo pittorico e in quello scultoreo.

