
La sentenza è dello scorso 3 marzo e riconosce la correttezza dell’operato del Comune di Bologna sulla base del fatto che nell’atto di donazione del 1991 la signora Morandi “ha tenuto ben distinti lo scopo della donazione da un lato e le clausole regolatrici dall’altro”. Per il tribunale la realizzazione di una sezione specifica all’interno del MAMbo, dedicata alle opere del grande artista bolognese, rispetta queste volontà tenuto conto che anche il signor Carlo Zucchini (nominato dalla sorella custode di questi adempimenti) ha condiviso la scelta del Comune. La sentenza sottolinea che il MAMbo è una “sede prestigiosa in un luogo facilmente raggiungibile anche a piedi e all’interno della cerchia muraria cittadina”.
Esprime soddisfazione l’assessore alla cultura Matteo Lepore: “ E’ una conferma della validità di una scelta che questa amministrazione ha compiuto e per questo vorrei ringraziare il Consiglio di amministrazione dell’Istituzione Bologna Musei che già nel 2017, quando la causa è stata promossa, si era espresso a favore della permanenza del Museo Morandi nell’edificio dell’ex Forno del Pane”.

