
L’operazione, come noto, è infatti possibile solo attraverso il bancomat inserendo un codice fornito dall’acquirente, che altro non era che la sua carta prepagata dove poi l’importo è stato accreditato. In contatto telefonico con l’acquirente, la malcapitata 52enne terminata l’operazione anziché vedersi ricaricare il suo conto otteneva una ricevuta dalla quale emergeva che con il bancomat aveva ricaricato una postepay attraverso due distinte operazioni da 500 euro l’una. A questo punto provava invano a contattare telefonicamente l’interlocutore, che nel frattempo aveva chiuso la conversazione. Materializzato di essere rimasta vittima di una truffa, la 52enne si è rivolta ai carabinieri della stazione di via Adua formalizzando la relativa denuncia.
I carabinieri, dopo una serie di riscontri, hanno indirizzato le attenzioni investigative sull’intestatario della carta prepagata dove erano confluiti i soldi, identificato in un 20enne bresciano nei confronti del quale venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa, per la cui ipotesi di reato veniva denunciato.

