
“Si tratta di un accordo assolutamente necessario, una prima boccata di ossigeno per le lavoratrici e per i lavoratori della regione, che come CGIL, CISL e UIL Emilia-Romagna abbiamo chiesto in più occasioni al Governo in queste difficili settimane e che oggi rivendichiamo.
L’intesa introduce la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori dipendenti che non possono accedere agli ammortizzatori ordinari e vale per tutte le imprese manifatturiere e di servizi.
La copertura prevista è al momento di un mese ed è retroattiva a partire dal 23 febbraio.
Possono accedervi anche tutte le imprese che hanno già esaurito la copertura massima degli strumenti ordinari (Cigo, Fis e fondi di solidarietà bilaterali) prevista dalla legge.
Riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, determinato, i lavoratori somministrati, i lavoratori intermittenti, gli apprendisti e i lavoratori agricoli avventizi.
La domanda di accesso spetta ai datori di lavoro in accordo con le organizzazioni sindacali, sulla base degli accordi interconfederali e dei sistemi di contrattazione vigente.
Un buon risultato di squadra, quindi, ma che necessita di correzioni e miglioramenti.
A partire dalla durata della copertura di un solo mese che come CGIL, CISL e UIL abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere insufficiente, così come le risorse messe a disposizione per la presumibile durata della crisi.
Chiediamo quindi con forza al Governo un nuovo urgente decreto che possa ovviare a queste criticità. Così come risulta fondamentale mettere in campo al più presto interventi anche per i lavoratori stagionali che non ricominceranno a lavorare, per i collaboratori e le partite Iva, al momento totalmente e ingiustamente scoperti dai provvedimenti adottati per far fronte all’emergenza Coronavirus”.

