
Sono alcuni dei dati presentati oggi dal presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Valter Caiumi, durante la presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia dell’Emilia-Romagna.
L’osservatorio si basa su informazioni raccolte a partire da marzo da un campione composto da circa un quarto degli associati di Bologna, Modena e Ferrara, (in totale circa 3.300 società) ed e’ rappresentativo di circa venti filiere. “Anche noi come Banca d’Italia avevamo riscontrato un rallentamento dell’economia e della domanda nel 2019 e cominciamo a prepararci ad affrontare il 2020, poi e’ arrivato il Covid e il nostro compito e’ cambiato”, ha detto Caiumi presentando i dati. Tra quelli più positivi spicca la percentuale delle aziende che ritengono di potere chiudere il 2020 in linea l’anno passato, passata dal 6% di marzo all’attuale 14%, “un primo piccolo importante risultato”, ha detto il numero uno di Confindustria. Il 32,9% delle aziende intervistate, per il 38% dei dipendenti, intende non chiudere nel mese di agosto per recuperare sul portafoglio ordini ed essere pronto a settembre, il 49,9% dichiara che resterà chiuso per due settimane, il 12,5%, per tre, e solo il 4,7% chiuderà per 4 settimane.
Il 56% delle imprese intervistate, per un valore pari a oltre 16 miliardi di euro, non ha chiesto una moratoria sui prestiti, e il 68% non ha chiesto accesso al credito utilizzando gli strumenti del decreto Liquidità, bensì i canali dei propri fornitori bancari. Tra chi lo ha fatto, ad aprile l’84% registrava difficoltà con le pratiche, ma la percentuale scendeva al 60% a maggio. Massiccio invece l’utilizzo della Cassa integrazione: ne ha fatto ricorso il 63 delle aziende, per un totale di 36.517 lavoratori. Quanto agli investimenti in sicurezza, il 99% delle aziende ha dotato i dipendenti di Dispositivi di protezione individuale e aumentato le misure di prevenzione , il 97% assicura la pulizia e la sanificazione periodica degli ambienti. Solo il il 9% degli associati ha invece fatto ricorso ai test sierologici sui dipendenti, interessando 5.364 persone. Di queste e’ risultato positivo lo 0,8% dei casi, che e’ stato poi sottoposto per verifiche al tampone. A maggio – ha sottolineato Caiumi – contiamo in Emilia-Romagna appena 10 contagi in 8 imprese, lo 0,02% dei quasi 58.000 addetti. Resta alta l’attenzione dei lavori sul fronte sicurezza: il 37% adotta ancora lo smart working e l’88,4% ha dichiarato che non utilizzerà i mezzi pubblici.

