
«Noi del sindacato – dice Papaleo – riteniamo che l’avvio sia necessario non solo per restituire ai ragazzi l’insegnamento in presenza, con i relativi benefici, ma pure per i genitori e il loro rapporto col lavoro. Pensiamo in particolar modo alle donne, di cui ben conosciamo l’impegno che dedicano ai figli e i loro sforzi per conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative». La sindacalista Cisl ricorda che durante il lockdown le lavoratrici madri hanno sommato lo smart working alle incombenze domestiche, con in più l’attenzione rivolta a facilitare la didattica a distanza imposta ai figli.
«Certo il rientro a scuola, per quanto in sicurezza, non azzera il rischio. Noi del sindacato – prosegue Papaleo – riteniamo che, nel caso di necessità di isolamento a casa di minori di 14 anni a fronte di casi di positività, sia da salvaguardare contemporaneamente il ruolo del genitore e quello del lavoratore. Per questo apprezziamo la decisione del Governo (articolo 5 del dl 111/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 settembre ed entrato in vigore il 9) di riconoscere lo smart working ove possibile o, in alternativa, il congedo straordinario retribuito al 50%. Pertanto – conclude la componente della segreteria Cisl – chiediamo a tutte la aziende di agevolare questo possibile percorso».

«I giovani sono il nostro futuro e insieme a loro – sottolinea Ballotta – costruiremo quella nuova normalità di cui sentiamo tutti il bisogno. Buon cammino».

