
“Sono stato ricoverato- racconta Andrea- in un momento in cui del virus nessuno ne sapeva molto e se oggi sono qua lo devo alla competenza e alla tenacia di chi lavora in questo Ospedale. Questi reparti sono un fiore all’occhiello per la sanità italiana. Vorrei che arrivasse un messaggio di fiducia e di stima nei confronti di chi, spesso nell’ombra e con sacrifici altissimi, ci lavora e di rispetto delle norme anti-Covid dettate dalle nostre autorità. Parlando con mio fratello Gianluca, che lavora da tempo all’estero e purtroppo oggi non può essere con noi- prosegue Andrea-, ci siamo detti spesso che solo quando si è lontani dall’Italia si può apprezzare la nostra sanità che a costi pressoché irrisori offre un’assistenza che assolutamente non hai in altri paesi”.
Ed è stata proprio una lettera del fratello Gianluca inviata all’Ospedale di Parma ad accompagnare la visita di Andrea. “Vi scrivo perché mio fratello Andrea da marzo a settembre è stato ricoverato presso l’Ospedale Maggiore di Parma prima, e in un istituto riabilitativo poi. Praticamente giudicato senza speranza è stato seguito dal reparto Covid della Terapia intensiva per quasi tre mesi, con inaspettato successo. Esistono strutture dove l’impossibile non esiste e io voglio farlo sapere”.
Entrato al Maggiore dal percorso dedicato allestito in Pronto soccorso il 19 marzo, dopo un primo trasferimento agli Infettivi, Andrea De Lisio ha avuto un lungo ricovero in Terapia intensiva dal 25 marzo al 12 giugno, per poi essere trasferito, fino al 13 luglio scorso, in terapia sub-intensiva respiratoria per il pieno recupero delle funzionalità polmonari e per avviare il percorso riabilitativo, terminato al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, Parma.

“La forza di questo Ospedale – aggiunge Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma- sta nelle competenze dei suoi professionisti, nel forte lavoro di squadra che si crea a tutti i livelli e nel grande senso di umanità dei suoi operatori. Come ho detto in tempi non sospetti questi tre elementi sono il nostro vero valore aggiunto. Un valore che tutto il personale di questo Ospedale dimostra ogni giorno. A tutti loro vanno i miei più sinceri ringraziamenti e la mia più profonda stima”.
“Un caro abbraccio al signor De Lisio e alla sua famiglia” arriva dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. “Siamo certi – sottolineano- che molto del merito va anche alla sua tenacia e alla sua forza di volontà, e ai suoi cari, che lo hanno stretto nel loro affetto per i lunghi mesi della degenza e della riabilitazione. Le sue parole e quelle del fratello premiano medici, infermieri e operatori sanitari encomiabili nei mesi più duri dell’emergenza e che ogni giorno, anche adesso, mettono la loro professionalità e forza nella risposta che viene dalla nostra sanità regionale contro il ritorno del virus. Da Piacenza a Rimini, chi lavora nella sanità dell’Emilia-Romagna, a tutti i livelli, rappresenta un patrimonio di questa regione e del Paese di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi”.

