
Oltre 1000 scatolette di tonno Rio Mare che venivano sottratte grazie al nascondiglio ricavato nella carrozzina del neonato che uno dei ladri spingeva durante la “spesa” che i 4 facevano nei supermercati. Peccato però che i trasferisti del saccheggio di tonno non hanno fatto i conti con i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza le cui indagini, supportate dalle acquisizioni dei filmati di videosorveglianza dei supermercati saccheggiati, hanno portato all’individuazione dei responsabili. Con l’accusa di furto aggravato e continuato i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno quindi denunciato alla Procura reggiana 4 cittadini rumeni, due uomini di 27 e 25 anni e una donna 46enne tutti del milanese unitamente a una connazionale 23enne residente a Parma.
Sarebbero loro, come inconfutabilmente riscontrato dalle indagini dei Carabinieri di San Polo d’Enza, i responsabili dei colpi compiuti in quattro supermercati ubicati tra San Polo d’Enza, Montecchi Emilia e Bibbiano nel corso dei quali i 4 malviventi hanno fatto man bassa di oltre un migliaio di scatolette di tonno per un controvalore di circa 1.500 euro. Sebbene siano riusciti ad assicurarsi il provento dei colpi riuscendo a fuggire, non sono riusciti ad assicurarsi l’impunità in quanto i carabinieri di San Polo d’Enza hanno estrapolato le immagini del sistema di videosorveglianza dei supermercati mettendo a “fuoco” i volti dei 4 malviventi risultati appartenere a quelli degli odierni indagati peraltro gravati da precedenti specifici. Le riprese video mostrano come l’azione predatoria preveda per ognuno compiti precisi: il palo che controllano la zona e dà l’ok, agli addetti al furto che prelevano dagli scafali le confezioni delle scatolette di tonno che passano alla complice che spinge la carrozzina e che le occulta sotto la carrozzina dove si trova il neonato che si portano dietro durante ogni raid furtivo. Compiuta la razza i 4 si avvicinano all’uscita per poi sparire a bordo di autovetture.
Ora i loro volti stanno in queste ore facendo il giro di tutti i comandi dell’Arma per verificare, come si rietine, l’eventuale responsabilità degli stessi in ordine ad analoghi colpi compiuti nei supermercati di altre realtà provinciali del nord Italia.

