
Si tratta, in ordine cronologico, dell’ultimo importante atto di una serie di tappe funzionali al processo di razionalizzazione delle risorse nonché di semplificazione della gestione dell’immobile. L’Avis Provinciale di Bologna, infatti, a metà dello scorso dicembre ha avviato la presa in carico dalla Cooperativa Donatori dei servizi commerciali, comprensiva di tutti i materiali giacenti in magazzino, acquisendo inoltre le competenze dei due dipendenti del sodalizio cooperativo attualmente posto in liquidazione. Si concretizza sempre più la mission dell’Associazione, negli ultimi mesi la dirigenza ha lavorato assiduamente per semplificare e innovare la propria attività con l’obiettivo di arrivare a investire maggiori risorse economiche e progettuali al servizio dei donatori e delle 54 Avis comunali messe a dura prova dall’emergenza sanitaria in corso.
Claudio Rossi (presidente Avis Provinciale di Bologna): “Un momento davvero significativo nella storia più recente dell’Avis Provinciale di Bologna e per il quale ringrazio l’intero consiglio direttivo, le sezioni comunali e Gaetano Battaglia in rappresentanza di quella Cooperativa Donatori che nel tempo ha gestito l’intera attività commerciale legata alla nostra associazione. Il processo di Riforma del Terzo Settore ha innescato la possibilità di convogliare tutta l’attività di promozione del dono in un’unica struttura, nella volontà di razionalizzare ed ottimizzare costi e risorse, anche i servizi di natura più commerciale sempre e comunque legati alla mission associativa. Il riconoscimento della personalità giuridica ottenuto dall’Avis Provinciale di Bologna, atto piuttosto complesso, nelle scorse settimane unitamente alla prossima apertura di una posizione di partita iva porteranno ad un’autentica rivisitazione della funzionalità gestionale dell’associazione. In tutto questo, l’immobile della Casa dei Donatori di Sangue, dove si sono appena conclusi i lavori di restyling tecnologico della Sala Convegni Cesare Cesari e sono in corso i lavori per la messa a punto di percorsi antiCovid nell’atrio di accoglienza dello stabile che ospita i donatori prossimi all’ingresso nel centro prelievi, rappresenta un inestimabile baluardo strategico che si prepara ad interagire con tutta l’area ed il tessuto sociale della cittadinanza bolognese”.

