
In continuità con questa affermazione il presidente Lapam parla anche di salvaguardia dei posti di lavoro: “Un ammortizzatore sociale universale uguale per tutti i settori mortificherebbe le esperienze positive maturate nell’artigianato e le nostre specificità. “La riforma – ha detto Luppi – deve poggiare su una analisi storica e articolata per settori degli ammortizzatori sociali. Vogliamo che ci siano riconosciute la specificità e l’efficacia delle buone pratiche che abbiamo realizzato, il nostro sistema della bilateralità funziona ed è indispensabile per mettere in sicurezza famiglie e lavoratori. Occorre implementarlo e rendere meno farraginoso e burocratico il sistema della cassa integrazione. Oggi bisogna anche e soprattutto preoccuparsi di assumere. Per questo, accanto alla riforma degli ammortizzatori sociali – ha concluso il presidente Lapam – bisogna concentrarsi su politiche attive del lavoro, investendo in una nuova formazione tecnica e professionale, orientata alla creazione delle competenze richieste dalle aziende, una formazione continua che possa anche riqualificare le persone e dotarle delle competenze necessarie. Senza questi investimenti in formazione il Paese non potrà riprendersi e troppi giovani resteranno ai margini”.

