
Il percorso della Città metropolitana di Bologna
La Città metropolitana di Bologna ha richiesto ai Comuni e alle Unioni di Comuni di candidare le loro progettualità, attinenti alle finalità della Linea di investimento, assicurandone inoltre la rispondenza con i tre macro-obiettivi individuati dal Sindaco metropolitano, ovvero la transizione ecologica e il contrasto al cambiamento climatico, la riduzione delle disuguaglianze e delle fragilità e la valorizzazione e lo sviluppo del sistema della conoscenza e della ricerca, obiettivo al quale era stato dato particolare valore. I progetti dovevano, inoltre, assicurare un ampio rilievo metropolitano.
Tra le 67 proposte progettuali ricevute, 4 proposte sono state selezionate per il finanziamento, relative a interventi con una dimensione territoriale di rilievo metropolitano o sovracomunale e attuativi delle politiche e delle strategie contenute negli strumenti di programmazione e pianificazione metropolitana (Piano Strategico Metropolitano, Piano Territoriale Metropolitano, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile).
I PROGETTI SELEZIONATI
- Rigenerare con la conoscenza la Grande Bologna (Comune di Bologna), 106,6 milioni di euro così suddivisi:
– Area del “Ravone”: 49,6 milioni
– Polo della Memoria Democratica (Stazione 2 agosto 1980 e Bolognina): 30 milioni
– Dopolavoro ferroviario: 12 milioni
– Via della Conoscenza: 10 milioni
– Nuovo museo del bambino al Pilastro: 5 milioni - Il Futuro dell’Osservanza – Polo della Conoscenza, Scienza e Ricerca (Nuovo Circondario Imolese): 15,279 milioni di euro
- Centro di ricerca ENEA Brasimone: per una maggiore attrattività dell’Appennino (Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese), 11 milioni di euro
– Interventi di miglioramento dell’accessibilità al sito e alla riqualificazione di alcuni edifici del complesso: 7 milioni
– Intervento di rifunzionalizzazione della stazione ferroviaria del Centro di Mobilità di San Benedetto Val di Sambro, come punto di accesso al polo ENEA: 4 milioni
- Rigenerazione dell’area industriale dismessa Ex-Cartiera Burgo di Marzabotto (Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese), 8,725 milioni di euro
Il 10% delle risorse totali, pari a 15.733.700 euro, sarà destinato al finanziamento di interventi immateriali di promozione di attività sociali, culturali ed economiche e/o di attività di innesco e accompagnamento quali processi partecipativi, di comunicazione, da ripartire proporzionalmente tra i soggetti attuatori delle proposte.
“Con questa proposta nasce l’idea della ‘Rete metropolitana per la Conoscenza’ – spiega il sindaco metropolitano Matteo Lepore – un progetto unico a livello metropolitano che individua quattro poli fondamentali da candidare al bando PNRR del Piano Integrato. Grazie a queste risorse Bologna farà un salto di livello nazionale ed europeo. È questo il momento di fare scelte importanti. Scegliamo la conoscenza e la ricerca come fattori chiave per rendere il nostro territorio attrattivo e un asset di livello internazionale. Se passerà la nostra proposta siamo pronti a condividere un Patto per la Grande Bologna con tutte le forze economiche e sociali, la Regione, l’Università e i centri di ricerca”.
Cosa sono i Piani integrati
Con il Decreto legge n.152 del 6 novembre 2021, convertito in legge con D.n.233 del 29 dicembre 2021, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono state assegnate alle Città metropolitane le risorse per l’attuazione della linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2», per un ammontare complessivo pari a 2.493,79 milioni di euro per il periodo 2022-2026, di cui 157,34 milioni di euro alla Città metropolitana di Bologna. Tali risorse sono destinate alla realizzazione di progetti volti a favorire una maggiore inclusione sociale riducendo l’emarginazione e le situazioni di vulnerabilità, promuovendo la rigenerazione urbana attraverso il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle strutture edilizie e delle aree pubbliche.

