
“Stimiamo di recuperare 1 milione di euro per tutte le domande che abbiamo presentato all’Inps – spiega Roberta Lorenzoni dello Spi Cgil di Modena – e stiamo certamente facendo una stima al ribasso. Si tratta di benefici di cui i pensionati hanno diritto, ma corrisposti solo su domanda individuale. Noi li chiamiamo <diritti nascosti> – continua Lorenzoni – perché solo con il controllo della pensione, o meglio del Modello ObisM, è possibile far emergere”. Poi c’è il caso della 14^ mensilità che pur essendo riconosciuta d’ufficio, se l’Istituto non è in possesso di tutti i dati reddituali del pensionato, nel dubbio non la paga.
“Ecco perché è importante far controllare la pensione –aggiunge il segretario dello Spi Cgil Alfredo Sgarbi – e venire presso gli uffici delle nostre leghe di tutta la provincia, per verificare che tutto quanto spetta, sia corrisposto”.
Lo Spi Cgil, in collaborazione con il patronato Inca, è da molti anni impegnato nel controllo delle pensioni. Dal 2014 ha cominciato a scaricare i Modelli ObisM (l’equivalente della busta paga che contiene l’importo della pensione) che l’Inps non mandava più in cartaceo a casa dei pensionati. Oltre a controllare la correttezza degli importi, della perequazione (adeguamento annuale) e della tassazione, controlla anche i cosiddetti “diritti nascosti”, benefici di cui il pensionato ha diritto (assegno al nucleo familiare, supplementi di pensione, 14^ mensilità, maggiorazione sociale), che però non gli vengono corrisposti senza inoltrare domanda all’Inps.
Nel triennio 2019-2021, segnato dalla pandemia da covid 19, lo Spi Cgil ha fatto migliaia di telefonate ai propri iscritti, innanzitutto per informarsi sulla loro situazione personale in condizioni di restrizione, ma anche per invitarli a controllare gli importi delle loro pensioni.
In questi controlli, ci si è anche accorti di 3 pensionati, rimasti vedovi da tempo, che non sapevano di aver diritto alla reversibilità della pensione della moglie e sono stati così recuperati arretrati per un totale, per tutti e tre, di 21.000 euro.
Sono state anche presentate domande per quei pensionati che, dopo la pensione, hanno continuato per pochi mesi o pochi anni a lavorare con rapporti di collaborazione per recuperare i contributi versati per quegli anni.

