Parere positivo della Conferenza regionale per il sistema formativo, del Comitato di coordinamento istituzionale e della Commissione regionale tripartita. L’assessore Manzini: “Il nostro
obiettivo è costruire un’offerta formativa che possa misurarsi con lo sviluppo economico, dare competitività al sistema produttivo e rispondere ai parametri europei di qualificazione delle competenze delle persone”.


Allineare la domanda di professionalità delle imprese alle competenze delle persone e soprattutto dei giovani: l’Emilia-Romagna ha
avviato un percorso per dare maggiore coerenza alla programmazione regionale dell’offerta di formazione alta, specialistica e superiore.
Regione, Province ed Enti locali, Ufficio Scolastico Regionale, organizzazioni sindacali e datoriali, enti di formazione e istituzioni scolastiche ne hanno discusso questa mattina a Bologna, nella seduta congiunta della Conferenza regionale per il sistema formativo, del Comitato di coordinamento istituzionale e della Commissione regionale tripartita, e hanno condiviso la proposta di piano presentata dalla Regione.

“L’incontro ha avuto un esito positivo – spiega l’assessore regionale alla Scuola, formazione e lavoro, Paola Manzini – In questi mesi abbiamo
lavorato insieme alle istituzioni e alle parti sociali e abbiamo assicurato il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati al nuovo impianto che, oltre all’offerta di Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore, ricomprende anche la costituzione degli Istituti Tecnici Superiori. Il piano regionale ha l’obiettivo di implementare in modo
progressivo sul territorio una offerta stabile ed articolata che possa misurarsi con lo sviluppo economico, la competitività del sistema
produttivo e rispondere ai parametri europei di qualificazione delle competenze delle persone”.

Nel piano della Regione il polo tecnico diventa una rete regionale dell’offerta formativa, che mette in sinergia le attività di istituti scolastici, organismi di formazione professionale accreditati, imprese e
università. A livello nazionale sono state individuate sei aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo del Paese, in cui è necessario
investire in alta formazione, a partire dalle quali il piano regionale individua gli ambiti settoriali provinciali, in base alle vocazioni
produttive e alla distribuzione dell’offerta di istruzione.
Piacenza diventa così il polo tecnico sulla logistica e i trasporti, Parma quello sull’agroalimentare, Reggio Emilia sarà dedicata alla meccatronica
mentre Modena alla meccanica e ai materiali. Bologna avrà il polo tecnico sull’automazione meccanica, Ferrara quello sull’edilizia e i nuovi
materiali, mentre la provincia di Ravenna sarà specializzata sull’energia e sull’ambiente, Forlì Cesena sulla tecnologia dell’informazione e sull’innovazione organizzativa, Rimini nel turismo e benessere.
Questo accordo con istituzioni, parti sociali e mondo della scuola dà il via ai primi strumenti attuativi, un bando per progetti di Istruzione
Formazione Tecnico Superiore (IFTS) e formazione superiore alta e un invito a presentare candidature per la costituzione delle fondazioni ITS.
Le risorse regionali complessivamente a disposizione ammontano a 30 milioni di euro per il triennio 2008-2010 provenienti dal Fondo Sociale
Europeo, a cui andranno aggiunte le risorse nazionali per gli Istituti Tecnici Superiori.