
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno consentito di
ipotizzare la sussistenza di gravi fatti di bancarotta fraudolenta per distrazione a seguito
del fallimento nel 2018 di una società, dapprima con sede in Milano e, dal 2015, posta in
liquidazione e trasferita presso lo studio di un professionista in provincia di Catanzaro.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati si sarebbero resi responsabili di un preciso
“disegno criminoso” finalizzato alla spoliazione del patrimonio della fallita attraverso
apparenti “cessioni” di beni durante la fase liquidatoria e pre-liquidatoria (solo in parte
seguite da adeguato corrispettivo), a favore di tre soggetti giuridici, strettamente collegati
fra di loro, operanti nel settore commerciale della pubblicità e riconducibili ai medesimi
assetti proprietari. I fatti di bancarotta ipotizzati hanno cagionato ingentissimi danni ai creditori della fallita, la quale, all’atto della liquidazione, presentava debiti ingentissimi, pari a circa 8,5 milioni di euro, prevalentemente verso l’Erario.
La Guardia di Finanza, quale Forza di polizia economico-finanziaria, si adopera
costantemente nella repressione di ogni forma di inquinamento dell’economia legale per
salvaguardare gli operatori economici che agiscono nel pieno rispetto delle regole e i
cittadini in generale.
Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini
preliminari.

