
La “medicina di precisione” è una frontiera della medicina che ha l’obiettivo di sviluppare farmaci “su misura”, analogamente a un abito “cucito su misura”. Sul fronte diagnostico mediante la tecnologia bioprinting si possono ricreare patologie in vitro con cellule del paziente stesso, da utilizzare per testare trattamenti, mirati a identificare quello più efficace, in tempi più brevi, preservando il benessere del paziente e riducendo gli effetti collaterali. Sul fronte terapeutico, come testimone da questa alla prossima generazione sono le terapie in ambito oncologico.
Un esempio è rappresentato dal trattamento di tumori mediante l’utilizzo di linfociti T del paziente che vengono “istruiti” e “armati” in laboratorio contro le cellule del tumore stesso.
Verranno quindi presentate le ultime ricerche in campo della bio-ingegneria al servizio della medicina, dove i ricercatori a stretto contatto col medico e col paziente, possono definire terapie ed evitare, quando possibile, effetti collaterali di trattamenti inefficaci.
Dopo i saluti istituzionali di Aldo Tomasi, Professore Emerito di Unimore e Direttore scientifico del laboratorio di Tossicologia del Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola, sono previsti gli interventi di: Elena Veronesi, responsabile del laboratorio di microscopia applicata e biologia cellulare del Tecnopolo di Mirandola; Tiziana Petrachi, ricercatrice dello stesso laboratorio; Giulia Grisendi e Chiara Chiavelli, ricercatrici Unimore, Prof. Luigi Rovati di Unimore e Direttore scientifico del laboratorio materiali, sistemi e sensori del Tecnopolo di Mirandola e Prof. Massimo Dominici di Unimore, Direttore Oncologia del Policlinico di Modena, Direttore Laboratorio Terapie Cellulari e Direttore scientifico del Laboratorio di microscopia applicata e biologia cellulare del Tecnopolo Mario Veronesi.

