
“Luciano Armaroli è stato molto di più di ciò che può essere espresso dal suo ruolo. Perché la radioterapia di Reggio Emilia lui l’ha fatta nascere e l’ha resa un gioiello. Se oggi Reggio può contare su un reparto bellissimo e accogliente e in grado di offrire le migliori terapie è grazie a lui. È stata la sua sfida e ci è riuscito. Luciano è stato un pioniere, precursore dei tempi. Lo è stato quando, nei primi anni 90, ha voluto che i freddi e asettici ambienti ospedalieri si tingessero di colore e si arricchissero di quadri e sculture; o quando nel 2001 ha promosso nella nostra pratica clinica l’introduzione della IMRT, una tecnica molto complessa che ha cambiato il destino di molti pazienti e ancora oggi è considerata lo stato dell’arte in radioterapia. Sarebbero passati anni, anzi decenni, prima che altri – in Italia e non solo -facessero le stesse cose.
Ha saputo parlare alla gente e convincerla dell’importanza della radioterapia e della donazione per sostenerla. Un’impresa difficile ma in cui lui è stato incomparabile. Luciano aveva una grande visione: l’ha sostenuta con tenacia e l’ha realizzata. “Scienza e Arte” era il suo motto. Innovatore, carismatico, affabulatore, appassionato, impetuoso e combattivo, seducente ma anche pungente e intransigente, impegnato allo spasimo a difendere i suoi principi, nella sanità come nella società. Così io ricordo Luciano Armaroli.
Io, il mio reparto e chiunque abbia bisogno delle nostre cure gli dobbiamo moltissimo.
Caro Luciano, la tua impronta è in ogni parte: in ogni angolo del reparto e dentro di me. Sarà così sempre perché ciò che hai seminato ha radici profonde e non smetterà mai di crescere.
Tutte le persone della Radioterapia di ieri e di oggi, ti ricordano e ti ricorderanno sempre”.

