
«La nostra inziativa assume quest’anno un significato speciale – spiega Diana Bortoli, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna – l’orrore contro Giulia Cecchettin ci lascia sgomenti e commuove tutti: è l’ennesima tragica fine di una donna costretta a subire un atto di violenza inaudito. Non possiamo stare fermi, siamo chiamati a investire sulla prevenzione, entrando nelle scuole con corsi mirati e insegnando a non sottovalutare i segnali spia, a distinguere l’amore dal possesso. Come imprenditrici donne noi ci siamo da oltre dieci anni, per dire no alla violenza di genere senza se e senza ma, rivolgendo oggi più che mai un accorato appello alle istituzioni: la situazione è allarmante, le donne non devono essere lasciate sole».
Le “clementine antiviolenza” arriveranno anche in altre piazze d’Italia, in Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia. L’appuntamento benefico di Confagricoltura Donna è nato per ricordare ogni anno il macabro omicidio di Fabiana Luzzi, la giovane donna di Corigliano Calabro bruciata viva dal fidanzato nell’estate del 2013 in un agrumeto della cittadina ionica.
Così la presidente nazionale di Confagricoltura Donna, Alessandra Oddi Baglioni: «È un fenomeno criminale complesso, una tremenda piaga sociale, che lede i diritti umani. Non si tratta solo di una questione femminile e, anche se riguarda le donne, sono gli uomini e soprattutto le giovani generazioni che vanno sensibilizzate. Il 25 novembre è un giorno importante, che non deve rimanere un episodio rituale, ma porre le basi concrete per sradicare questo terribile fenomeno».
Giovanna Guercio, presidente del Soroptimist International d’Italia, ha infine evidenziato: «Siamo orgogliose d’inserire le “clementine simbolo dell’antiviolenza” di Confagricoltura Donna al centro del vasto programma di contrasto alla violenza contro la donna, che Soroptimist international d’Italia mette in atto. Insieme al sostegno dei centri antiviolenza, continua con successo anche quest’anno la nostra campagna READ THE SIGNS, che si rivolge proprio alla prevenzione di questi terribili fenomeni violenti, attraverso la identificazione dei segnali premonitori».

