
Ricordiamo che in caso di sospetto arresto cardiaco la prima cosa da fare è sempre chiamare il 118 e lasciarsi guidare dalle indicazioni dell’operatore. Sulle situazioni più gravi, l’infermiere operatore della Centrale operativa del 118 fornisce istruzioni pre-arrivo avvalendosi anche della videochiamata attraverso la piattaforma FlagMii di cui sono dotate tutte e tre le centrali operative del 118 dell’Emilia-Romagna: si tratta di manovre che il testimone può mettere in atto per soccorrere l’infortunato in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’operatore della centrale telefonica indica, inoltre, se nelle vicinanze è presente un dae, un defibrillatore semiautomatico esterno che chiunque può utilizzare.
Una volta acceso, il dispositivo fornisce semplici indicazioni vocali sul suo utilizzo ed è in grado di effettuare una analisi del ritmo cardiaco della persona colta da malore: se non è necessario, la scarica elettrica non viene erogata.
Il 118 Emilia-Romagna esegue una mappatura di tutti i dae pubblici presenti sul territorio (consultabile sul sito https://www.118er.it/dae). La manutenzione dei dae è in capo al possessore, con frequenza regolare il 118 contatta i possessori dei dae per invitare al controllo dell’apparecchio. Se una persona si accorge casualmente che un dae posizionato in luoghi pubblici non è funzionante è possibile inviare una mail all’indirizzo supportdaemodena@118er.it: la segnalazione verrà presa in carico.
Ricordiamo inoltre che le persone maggiorenni possono scaricare sul cellulare l’app DaerespondER, non è necessario aver frequentato alcun corso, un’applicazione sviluppata dal sistema 118 Emilia-Romagna: in caso di chiamata al 118 la app emetta una allerta all’utente che si trova più vicino al luogo in cui è posizionato un defibrillatore: defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco può portare la sopravvivenza fino al 50-70% dei casi.

