
A seguito della denuncia formalizzata dalla vittima e le conseguente indagini svolte, i due sono stati condannati con sentenza della Corte d’Appello di Bologna (che ha riformato quella di primo grado emessa dal tribunale di Parma), alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione. La sentenza è divenuta definitiva nel giugno 2024, dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato dai condannati. Quindi l’ufficio esecuzioni penali della Procura di Parma ha emesso l’ordine per la carcerazione che è stato trasmesso ai carabinieri di Brescello, nel cui comune i due risiedono. I militari della locale stazione, ricevuto il provvedimento restrittivo vi hanno dato esecuzione, raggiungendo i due nella loro abitazione. Dichiarati in stato d’arresto, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la competente Casa Circondariale per l’espiazione della pena.

