
Le indagini svolte dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica partenopea – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno permesso di accertare che l’imprenditore, attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, gestiva società intestate a prestanome che venivano utilizzate per operazioni immobiliari speculative al fine di agevolare il reimpiego dei capitali illeciti del “clan Puca”, operante nei Comuni di Sant’Antimo, Casandrino e Grumo Nevano e dotato di significative proiezioni affaristiche anche in altre regioni, tra cui l’Emilia-Romagna.
Gli accertamenti economico-patrimoniali nei confronti del proposto e dei membri del suo nucleo familiare hanno permesso di accertare, inoltre, nel periodo 1998-2025, la totale assenza di redditi ovvero l’esistenza di redditi dichiarati del tutto irrilevanti e decisamente incongruenti rispetto alla cospicua disponibilità finanziaria, alla titolarità di numerose partecipazioni societarie e al vastissimo patrimonio immobiliare.
Su queste basi, il Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione ha disposto il sequestro delle quote di 6 società, di 126 immobili e terreni ubicati nelle province di Ravenna, Caserta e Frosinone, di 6 autoveicoli di rilevante valore e dei rapporti bancari riconducibili al proposto.

